sabato 11 settembre 2010

Piccoli pensieri terreni

Pensavo al silenzio.

Nella nostra vita è ormai così raro incontrarlo. Per scorgerne appena i lineamenti dobbiamo allenarci per ritrovare quel silenzio interiore, ancestrale, che tutto calma e che tutto rallenta. Il contatto con la natura ci aiuterebbe in questa impresa, ma il mostro della civilizzazione ci ha portato al centro di un intricato labirinto, allontanandoci da essa.

Uno scrittore a me caro suggerisce di ascoltare le voci degli alberi: hanno tante cose da dirci.
Gli alberi, i fiori, gli uccelli, il cielo, il mare, tutti gli animali ci portano continui messaggi che, con una facilità derivante da automatismi giornalieri, ignoriamo.

La Terra soffre silenziosa.

venerdì 31 luglio 2009

Invisibili: non per tutti

Ancora due giorni in Italia. Poi sarà Africa.
Mi sembra siano trascorsi solo pochissimi giorni dall'anno scorso. E invece, è passato un altro anno di vita. Passato di corsa tra le cose indispensabili, la famiglia, gli affetti, l'amore, l'amicizia, il lavoro, i sogni che accompagnano ogni storia; tra le cose superflue, la televisione, il calcio, il sabato sera.
Tra le parentesi di sorrisi e quelle cariche di lacrime, tra le discese e le salite, tra i momenti di serenità e i momenti carichi di malinconia.Esattamente come ogni vita che circonda la mia.Momenti speciali, momenti più tristi, e vita quotidiana.

Due giorni, per capire un'altra volta che le cose indispensabili se lo sono davvero e ci appartengono fino nell'anima sono capaci di oltrepassare qualsiasi distanza. Per capire che la nostra vita è fatta di cose superflue, che non partiranno mai con te per davvero.
Per lavorare tre settimane per quello in cui credo: un mondo più giusto.
Con il realismo di sempre, che non mi fa sentire una persona speciale o diversa dagli altri ma che mi ricorda forte ogni mattina che dopo che sei stato lì non puoi più, forse mai più, fare finta di niente e catalogare i tuoi giorni come un semplice passaggio.

Per condividere le poche cose che sono capace di fare, per stare con i bambini, seguire il progetto della scuola e delle cisterne, incontrare la gente; per lo spettacolo di magia e i palloncini che mi lasciano sempre impressi nel cuore gli occhioni sbarrati, per iscrivere a scuola i bambini e dirgli, dopo gli occhioni sbarrati, che ogni cosa che vogliono imparare a fare, ha bisogno di studio.

Non parto solo. Nessun viaggio, in fondo, può essere fatto completamente da soli.Verrà il gruppo con cui ho l'onore di condividere questo pezzetto di strada. Con qualcuno anche più di un pezzetto, e sarà comunque bello camminare quelle strade insieme.
Verranno, anche se non fisicamente, gli animatori degli anni scorsi, e don Claudio. Qualcuno di loro è da altre parti nel mondo, qualcuno studia, qualcuno mi accompagna e poi verrà a prendermi e comunque sarà un po' come se fosse lì.
Ci sarà Henry, con cui abbiamo iniziato questo progetto un po' folle e che andrà nei prossimi anni a portarlo avanti.
Ci saranno i tanti che fanno il tifo, che ci credono, che si fidano di noi. Che ci hanno regalato maglie, matite, penne, offerte. Niente di tutto questo andrà sprecato, è una promessa.
E ci saranno, perché no, anche gli scettici, quelli che interpretano l'andare in Africa come un'abitudine e che non condividono o non capiscono questa scelta. Incontrare i poveri, non sarà né potrà essere mai, un'abitudine o un'aggiunta al curriculum. Mai.
Così.

Credo sia l'ultima volta che scriverò sul blog per un po' di tempo, poi ci saranno le foto, questa volta di una scuola finita e di una cisterna piena d'acqua. I bambini ci aspettano e noi aspettiamo loro: sono davvero troppo piccoli, per essere invisibili.
E il nostro poco tempo ritagliato che riusciamo a dare loro, è una piccolissima gocciolina nell'oceano dei diritti, talmente piccola che quasi non si vede. Ma esiste, ed io sono sicuro che in qualche modo servirà a far crescere qualche germoglio che forse non vedremo noi direttamente o non sapremo mai. Ma che non sarà più invisibile. Che comunque sarà piccolo, ma troppo piccolo, per essere invisibile.

Con un sorriso di buona estate a tutti,Peppe

Dal blog di Peppe

lunedì 27 luglio 2009

Guerra

Correvo felice un tempo quando correvo giocando…
…ora non posso più…

Ridevo felice un tempo quando vedevo i miei genitori…
…ora non posso più…

Sognavo un tempo il futuro con i miei amici…
…ora non posso più…

Piangevo di felicità un tempo per le cose belle…
…ora non posso più…

Sono rimasto solo, senza più niente da dividere…
Sono rimasto solo, senza la possibilità di camminare e scappare…
Sono rimasto solo, senza poter salutare la mia famiglia…
Sono rimasto solo…a lottare per la libertà…

…quella libertà che cerco nel futuro…
quel futuro che sognavo con i miei amici…

…un tempo…
Dal blog di Simone di Maggio

venerdì 13 marzo 2009

Donare


Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date
(Francesco Cipri)


Alcuni giorni fa ero in strada con mia nipote, una bambina di circa 8 anni.
Stavamo camminando, quando abbiamo visto sul marciapiede un mucchietto di buste e cartoni, con un giovane tutto rannicchiato sopra.
Quello che tutti chiameremmo "barbone".


Il mio occhio, anche se "cristiano" ma purtroppo abituato a queste scene, quasi aveva escluso dall'attenzione questa presenza.
Ma quello della bambina no!


Più ci avvicinavamo al povero, più lei lo guardava con occhio evangelicamente misericordioso. Accortomi di questo atteggiamento, passo una moneta alla bambina per metterla nel cestino, quasi vuoto, del povero.
A questo punto il giovane si alza e velocemente si allontana.
Dove starà andando?

Entra in un bar e quasi subito ne riesce con un ovetto di cioccolato in mano e lo dona alla bambina con un sorriso che non dimenticherò mai!
E subito scompare, tornando al suo mucchio di povere cose!Sono rimasto senza parole!Anche la nipotina è rimasta colpita dal dono ricevuto.
Mi sono subito ripreso, spiegando alla bambina che quello che conta è l'amore!
Noi avevamo donato solo una moneta, lui aveva donato oltre all'uovo di cioccolato un enorme gesto d'amore!

"... forse non potrò mai risolvere il problema della povertà per tutti i poveri del mondo, ma per questo povero che ho davanti devo fare tutto quello che è nelle mie possibilità!" (Beata Madre Teresa di Calcutta)

dal blog di Claudio "Vivo forte"

giovedì 1 gennaio 2009

Che sia una anno di Pace (Benvenuto 2009)


Pace come Amore
Pace come Solidarietà
Pace come Perdono
Pace come Valore Educativo
Pace come Dono
Pace come Cammino
Pace come Dignità
Pace come Obiettivo
Pace come Amicizia
Pace come Diritto
Pace come Progetto
Pace come Verità
Pace come Cibo e Acqua
Pace come Eternità
Pace come Anima
Pace come Umiltà
Pace come Silenzio
Pace come Vocazione
Pace come Famiglia
Pace come Armonia
Pace come Serenità
Pace come Tolleranza
Pace come Accettazione
Pace come Cambiamento
Pace come Positività
Pace come augurio per tutto il 2009: che entri nelle case e nei cuori di tutti!!

(Il disegno, raffigurante un folletto che spinge un mondo fatto di fiori, è stato realizzato da Sofia Venturelli, I Media per il concorso Poster per la Pace 2006-2007)

lunedì 30 giugno 2008

...la 'testa' piena di Perù...

La famiglia a cui, e con cui, il gruppo di italiani ha costruito la casa:



Tante braccia insieme possono fare cose incredibili:



Fonte: Un blog mondiAle (per vedere i video-di cui ne manca un terzo- cliccare sull'anno 2007 del blog di Ale)